Dalla Torre
A Casalbordino
D’in su la vetta della Torre avita or balenano lampi di memoria: vesti fruscianti di seta fiorita, voci riecheggianti di mercato, litanianti raccolte processioni, ritmanti musici in gran livrea. E nomi di eroi sulla pietra d’una vittoria color del sangue, lugubri voci di aquile nere inneggianti ad orribili pugne, sorridenti militi colorati latori d’inebriante cioccolata, promesse quasi sempre incompiute di grigie sirene elettorali ... Intanto la Torre da un secolo, ode, impotente, maligni echi di vizi privati e di tiepidi elogi alle pubbliche virtudi, illusoria unità d’un popolo all’ombra del suo totemico faro. Eppur da esso oggi si diffonde un raggio verde verso il futuro.
Luglio 2001
Antonella Iannucci






