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Peacebuilding: un manuale formativo Caritas

Peacebuilding: un manuale formativo Caritas

Aggiornamento del "Manuale di formazione alla pace", pubblicato nel 2002 da Caritas Internationalis, traduzione in italiano a cura di Caritas diocesana di Roma - Servizio Educazione Pace e Mondialità (S.E.P.M.).

Ultime novita'

    "Ma voi, chi dite che io sia?"

    Estate: tempo di ilenzio, per ascoltare grandi domande

     

    Estate: tempo di ilenzio, per ascoltare grandi domande

    "MA VOI, CHI DITE CHE IO SIA"

    Saluto e introduzione

    Guida: Tante sono le domande che ogni giorno affiorano dalle profondità del nostro cuore e reclamano risposta. Alcune sono importanti, altre meno; alcune sono essenziali, altre più superficiali. Tutte rivelano comunque una parte di noi, esprimono i desideri che ci abitano e che sovente determinano le nostre scelte.
    Ora vogliamo fare silenzio, metterci in ascolto e lasciare che sia Gesù, l'unico Maestro, ad interrogare noi. Sapremo rispondergli? La domanda che ci pone è decisiva e mette in gioco tutta la nostra vita.

    Inno

    Cantico NT 11 (Fil 2,6-11)

    Ant. Se confesserai che Gesù è il Signore *
    e crederai che Dio lo ha risuscitato dai morti,
    sarai salvo.

    Cristo Gesù, pur essendo di natura divina, *
    non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio;
    ma spogliò se stesso, t assumendo la condizione di servo *
    e divenendo simile agli uomini;

    apparso in forma umana, umiliò se stesso
    facendosi obbediente fino alla morte *
    e alla morte di croce.

    Per questo Dio l'ha esaltato *
    e gli ha dato il nome
    che è al di sopra di ogni altro nome;

    perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi *
    nei cieli, sulla terra e sotto terra;
    e ogni lingua proclami
    che Gesù Cristo è il Signore, *
    a gloria di Dio Padre.

    Gloria...

    Si ripete l'antifona.

    Dal Vangelo secondo Marco (8,27-38)

    Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarea di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: "La gente, chi dice che io sia?". Ed essi gli risposero: "Giovanni il Battista; altri dicono Elia e altri uno dei profeti". Ed egli domandava loro: "Ma voi, chi dite che io sia?". Pietro gli rispose: "Tu sei il Cristo". E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. Faceva questo discorso apertamente. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo. Ma egli, voltatosi e guardando i suoi discepoli, rimproverò Pietro e disse: "Va' dietro a me, Satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini". Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: "Se qualcuno vuoi venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti quale vantaggio c'è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita? Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi".

    Che rapporto c'è tra me e Lui?
    Dai Discorsi di Paolo VI, (14 marzo 1965)

    "Chi dite che sia il Figlio dell'uomo?". La stessa richiesta ripetiamola anche a noi. Ecco che il Vangelo diventa incalzante e urgente sulle nostre anime: chi pensiamo che sia Gesù? Chi è Gesù in se stesso? La mente corre al catechismo. Sì, ricordiamo che Gesù è il Figlio di Dio fatto uomo. Ma sappiamo noi bene che cosa ciò vuoi significare? E inoltre: se Gesù è Dio fatto uomo, la meraviglia delle meraviglie, chi egli è per me? Che rapporto c'è tra me e lui? Devo occuparmi di lui? Lo incontro nel cammino della mia vita? È legato al mio destino? Non basta.
    Noi che abbiamo questo grandissimo e dolcissimo nome da ripetere a noi stessi; noi che siamo fedeli; noi che crediamo in Cristo; noi sappiamo bene chi è? Sapremo dirgli una parola diretta ed esatta; chiamarlo veramente per nome; chiamarlo Maestro, Pastore; invocarlo quale luce dell'anima e ripetergli: tu sei il Salvatore? Sentire, cioè, che egli è necessario, e noi non possiamo fare a meno di lui; è la nostra fortuna, la nostra gioia e felicità, promessa e speranza; la nostra via, verità e vita? Riusciremo a dirlo bene, completamente?

    Meditazione

    Inno a Cristo
    (Paolo VI - 29 novembre 1970)

    "Tu sei il Cristo, Figlio del Dio vivo;
    Tu sei il rivelatore di Dio invisibile,
    il primogenito di ogni creatura,
    il fondamento di ogni cosa;
    Tu sei il Maestro dell'umanità.
    Tu sei il Redentore:
    Tu sei nato, sei morto, sei risorto per noi;
    Tu sei il centro della storia e del mondo;
    Tu sei colui che ci conosce e ci ama;
    Tu sei il compagno e l'amico
    della nostra vita;
    Tu sei l'uomo del dolore e della speranza;
    Tu sei colui che deve venire
    e che deve essere un giorno
    il nostro giudice,
    e, noi speriamo, la nostra felicità.
    Io non finirei mai di parlare di Te;
    Tu sei la luce, la verità, anzi;
    Tu sei "la Via, la Verità e la Vita";
    Tu sei il pane, la fonte dell'acqua viva
    per la nostra fame e la nostra sete;
    Tu sei il pastore, la nostra guida,
    il nostro esempio, il nostro conforto,
    il nostro fratello,
    Gesù Cristo...: io ti annuncio!
    Tu sei il principio e la fine: l'alfa e l'omega;
    Tu sei il re del nuovo mondo;
    Tu sei il segreto della storia;
    Tu sei la chiave dei nostri destini;
    Tu sei il mediatore,
    il ponte fra la terra e il cielo;
    Tu sei per antonomasia il Figlio dell'uomo,
    perché Tu sei il Figlio di Dio, eterno, infinito;
    Tu sei il figlio di Maria,
    la benedetta tra tutte le donne,
    tua madre nella carne, e madre nostra
    nella partecipazione
    allo Spirito del Corpo Mistico.
    Io voglio gridare: Gesù Cristo!
    Voglio celebrarti, o Cristo,
    non soltanto per ciò che Tu sei per te stesso,
    ma esaltarti ed amarti
    p er ciò che Tu sei per noi,
    per ciascuno di noi, per ciascun popolo
    e per ciascuna civiltà.
    Tu sei il nostro Salvatore,
    Tu sei il nostro supremo benefattore,
    Tu sei il nostro liberatore,
    Tu ci sei necessario,
    per essere degni e veri nell'ordine temporale
    e uomini salvati
    ed elevati all'ordine sovrannaturale. Amen".

    Padre nostro...

    Orazione

    O Dio, nostro Padre, noi vorremmo saper rispondere alla domanda che oggi e sempre il tuo amatissimo Figlio rivolge a noi. Donaci il tuo Spirito perché, illuminati dalla sua sapienza, sappiamo riconoscere in lui il Cristo e proclamare con le parole e con le opere che Egli è il Signore, a gloria e lode del tuo nome. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

    Congedo e canto finale


    (A cura delle Benedettine del monastero "Regina Pacis" di Saint Oyen, Aosta - in "La Fiaccola", giugno 2009)

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